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:: 22.10.05 ::

Nuove tecniche di Customer care:
la recente riforma del calendario gregoriano tentata dall'Ufficio abbonamenti di Tecniche Nuove


Ho le prove: a Milano nell'Ufficio Abbonamenti dell'editore Tecniche Nuove si nasconde una vecchia cinese con un coltello tra i denti.

Prima prova: le mail della suddetta signora, a dispetto dell'italico nome con cui si firma, sono codificate in “cinese semplificato” (character encoding GB2312); ovvio che in queste condizioni sia difficile comprendersi!

Seconda prova: considerato innanzitutto che i cinesi sono stati gli ultimi ad adottare l'attuale calendario gregoriano (nel 1928!), mentre noi e molti altri paesi l'abbiamo adottato nel XVI secolo;

considerato inoltre che la signora degli abbonamenti non riesce a comprendere elementari nozioni di tempo che proprio su quel calendario si basano;

tutto questo considerato, risulta chiaro che la suddetta signora è nella spiacevole condizione di quei soldati che continuano la battaglia quando ormai la guerra (contro il calendario) è conclusa e persa.

Solo a scopo di documentazione - e con tutta la comprensione per una persona anziana in evidente difficoltà (una tipica centenaria cinese nostalgica del '28) - vi riporto le principali tappe della delirante vicenda.

In data 8 settembre 2005 comunico a Tecniche Nuove di essermi abbonato dal loro sito web alla rivista Internet Pro per due annualità a partire da novembre 2005 (con scadenza quindi a ottobre 2007) e che il mio precedente abbonamento terminava un mese dopo la scadenza da loro indicata “per errore” (un errore sistematico a danno dell'abbonato, come sarà evidente in seguito).

La signora Sara C. (il Cacchio di nome sotto cui si nasconde la vecchia cinese) mi conferma la correzione del primo errore e la decorrenza dell'abbonamento, comunicandomi però che la data di scadenza sarà giugno e non ottobre 2007 (cacchio: diversi mesi prima!) senza una spiegazione plausibile. Ma dico, che cacchio di calendario useranno nel fortino di Via Eritrea a Milano?

Nelle mail successive la signora addenta il coltello e, immagino con occhio spiritato, cerca di fregarmi con un ragionamento assurdo: dice che avrei diritto a 18 numeri. Pur non avendo firmato questa clausola vessatoria, non avrei nulla da eccepire, salvo che mi sono abbonato per due anni e che il numero di uscite della rivista può essere un'indicazione ma non un limite.

Tanto più che la stessa signora mi informa che neanche loro sanno quanti numeri usciranno (giustamente, lo decide ogni anno la redazione)! E comunque, visto che la rivista dovrebbe uscire 9 volte l'anno, anche l'abbonamento a 18 uscite non spiega la scadenza anticipata e andrebbe a finire a ottobre 2007!

Inutile far notare alla signora che, in ogni modo, secondo il calendario gregoriano un anno consta di 12 mesi e un “abbonamento biennale” in qualsiasi angolo del nostro pianeta significa “per tutte le uscite nei 24 mesi di durata” (fossero una nessuna o centomila).

Insomma, solo quando minaccio di denunciarli la signora, in data 12 ottobre 2005, risponde che “eccezionalmente” mi sarà prolungato l'abbonamento per arrivare alla scadenza da me “desiderata”!

Ovviamente rifiuto la loro carità pelosa e rispondo che non intendo più comunicare con la megera dell'Ufficio abbonamenti. Visto inoltre che nessun responsabile dell'editore o della rivista è intervenuto a correggere il comportamento di una persona evidentemente inadatta a comunicare con i clienti, proseguirò la discussione in sede pubblica, a cominciare da questo articolo.

Con ciò comunico a lor signori e signore di Tecniche Nuove e Internet Pro che “desidero” venga riconosciuto un diritto e corretto un errore. E inoltre - ammetto di essermi conservato un piccolo colpo di scena per il finale - comunico anche che “desidero” venga spiegato soprattutto un comportamento discriminatorio, considerato che un altro abbonato nella stessa situazione ha visto riconosciuti i suoi diritti dalla medesima signora Sara C. dopo un breve scambio di mail!

Concludo più seriamente, con una domanda che riguarda tutti gli abbonati a Internet Pro (o dovrei dire a tutte le riviste edite da Tecniche Nuove?): quanti hanno subito un accorciamento “per errore” del loro abbonamento? Quanti se ne sono accorti e sono riusciti a far correggere lo sbaglio? Tecniche Nuove comunicherà l'errore ai propri clienti così prontamente come quando avverte che l'abbonamento è in scadenza (sempre “per errore” un mese prima)?

Marcello Oddini, direttore di Internet Pro, conclude i suoi editoriali sempre con la stessa domanda: “Voi cosa ne pensate?” Ora glielo chiede un lettore: ma su questa vicenda il diretur non ha proprio nulla da dire?


:: Bruno Zarzaca 10/22/2005 01:32:00 PM :: permalink
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:: 21.10.05 ::
Rockpolitik e l'imperio di casta

Dovremmo criticare e magari osannare Celentano? Snobbarlo come illustri intellettuali facevano con un altro "qualunquista" come Pitigrilli? O vogliamo provare a vedere oltre lo schermo luminoso dello spettacolo televisivo (perché questo sarebbe il programma di Raiuno: intrattenimento e massaggio, per dirla alla Enzensberger). Rockpolitik, come osserveranno molti giornalisti, “ha menato fendenti a destra e a manca”. Scommetterei che pochi faranno notare che un gustoso affondo Celentano l'ha riservato anche al papa: la battuta su Ratzinger sembrava una leccatina (il papa è rock, cioè buono) ma nel velluto nascondeva un coltello (il conduttore aveva appena detto che anche nel rock ci sono i cattivi). Il papa, in effetti, è l'unico idolo in concorrenza con Celentano: sono loro due gli immarcescibili idoli del pubblico televisivo in contrasto (ma solo in apparenza) con gli idoli provvisori della politica nostrana, Prodi e Berlusconi. Perché Celentano esprime comunque gli interessi di chi controlla e governa (e governerà) le umane vicende (specie in Italia). Ora che la conquista dei poteri forti da parte di una borghesia di origine ottocentesca puzzolente d'assenzio (e cocaina) è cosa fatta: con premesse di democrazia e progresso un apparato perlopiù parassitario ha saputo irretire e snaturare lavoratori e aristocratici avvicinandoli in una fantomatica classe media. Un apparente unico soggetto sociale che in realtà riproduce al suo interno le divisioni di casta che prometteva di ricucire: pochi abili trasformisti al vertice di una moltitudine di umanoidi. Una "medietà" rappresentata in epoca televisiva recente da Mike Bongiorno e oggi da Celentano. Però l'ex molleggiato è iscritto anche al club di Grillo e Benigni, quelli che da una lussuosa torre d'avorio cavalcano convenienti mode politiche facendo la mossa di contestare altri arricchiti per incontrare i favori di un pubblico di "poveracci" (si fa per dire) che paga il biglietto dei loro show. Loro hanno la verità e ignorano la realtà: Benigni per vincere l'Oscar fa salvare gli ebrei dai carrarmati americani, Celentano ridicolizza (giustamente, perbacco!) i leaderini della Sinistra inneggiando con Crozza all'ispanico Zapatero senza considerare che, volendo, da queste parti ci sarebbe Veltroni... Celentano è la valvola di sfogo delle superficiali insofferenze della famigerata "gente". Celentano è per la foca monaca, ma non affronta a monte il progetto di conquista che ha prodotto tragedie incommensurabili all'ambiente umano, dall'inquinamento del pianeta alla precarizzazione delle condizioni di vita. Possiamo allora non considerare Celentano e compagnia di belle anime incazzose gli idoli di questa casta certo populista ma soprattutto arraffona e arruffona?

:: Bruno Zarzaca 10/21/2005 12:59:00 PM :: permalink
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