:: Pretesti ::

:: Appunti su tecnologie, società, comunicazione creativa :: home :: perche' pretesti :: archivio :: contattaci ::
[::..feed site..::]
atom
[::..categorie..::]
:: disservizi [>]
:: meditazione [>]
:: usability [>]
[::..link amici..::]
:: inform-arch [>]
:: trovabile [>]
:: idearium [>]
:: megachip [>]
:: indymedia [>]
:: ied com [>]
:: articolo 21 [>]
:: rekombinant [>]
:: blog mds [>]
:: resmini.net [>]
:: diodati.org [>]

:: 17.6.05 ::

Radio libertà

Per i trent'anni della radio privata in Italia, Radio Nazionali Associate ha organizzato un convegno: leggo il programma sul sito internet dell'associazione, non sembra noiosissimo.

C'è un bel sole a Roma, così m'incammino su per il Quirinale verso Palazzo Rospigliosi. Alla reception dicono che non è un incontro aperto al pubblico, che debbo accreditarmi... Chi le ha detto del convegno? Oddio, ma era una riunione segreta!? Giornalista? Operatore? La prossima volta porto il curriculum... Comunque, scelgo l'identità meno 'embedded' per vedere l'effetto che fa: sociologo. La gentile signora che ha raccolto la mia scheda d'iscrizione confabula velocemente col segretario di RNA: il signor Natucci un po' scocciato concede l'ingresso allo straniero. Ammetto l'errore, avrei dovuto capirlo dal loro brutto website: ma lo intuiranno come funziona la comunicazione (anche) su internet? In ogni modo, siedo bendisposto ad ascoltare i relatori del pomeriggio (non mi sono sciroppato quelli più istituzionali della mattina). Sarà che improvvisamente inizia a piovere, ma ho subito la sensazione di essere fuori posto: lo so, me l'avevano già fatto capire all'ingresso...

Allora, attacca Innocenzo Cipolletta (zona Confindustria): ci sono paesi dove quello che non è vietato è consentito e paesi dove quello che non è consentito è vietato (o qualcosa del genere: cito a memoria, perché carta e penne sono solo per i 'giornalisti'). Non vi dico dove colloca l'Italia il presidente del Sole 24 Ore: credo si sia confuso pure lui. Però Cipolletta riflette sul conservatorismo dell'imprenditoria italiana, che innoverebbe solo se costretta dalla concorrenza... Segue Lucio Stanca (zona Berlusconi): la vera innovazione è quella che produce ricchezza, altrimenti è semplice progresso... E' risaputo che il ministro è un tecnico, non un filosofo: che gliene frega del dibattitto degli ultimi secoli sull'argomento! Vabbè, con gli interventi internazionali, almeno qualche informazione interessante passa. Il dottor Chan Yeob Yeun (LG Corea), l'ingegnere Muller di Baviera e Gareth Sutcliffe (Microsoft UK) disquisiscono degli aspetti multimediali dei nuovi device. Decisamente interessante: ma allora perché in Italia non abbiamo neanche la semplice radio digitale? Questi già parlano di standard successivi al DAB e noi quello neanche l'abbiamo visto, anzi sentito! Le risposte vengono gradualmente, loro malgrado. Arriva il bel Lapo Elkann (stessi polsini dell'Avvocato). Sapete, quello che ha appiccicato il marchio Fiat su un paio di Superga per venderle a 250 euro. Lui è il Brand Promotion di Fiat Auto, mica acqua fresca. Lui al convegno psicologizza un po' la pubblicità radiofonica: forse sta studiando quello che si diceva lo scorso millennio (bei tempi per Fiat ;-). Però è solo con l'intervento finale di Mario Landolfi che si chiarisce meglio il problema: il ministro delle comunicazioni promette (e ti pareva!) di studiare meglio il busillis delle frequenze. I signori della radio le chiedono da tempo, ma il futuro sembra allontanarsi ancora un po'... Applausi di circostanza.

Esco e guardo il cielo nuvoloso. Che strano l'etere italiano: non ci sarebbe spazio per le frequenze! Sarà che non ce n'è per le libertà? Qui è ancora familismo e corporativismo medievale, in cielo come in terra.

:: Bruno Zarzaca 6/17/2005 12:46:00 AM :: permalink
...

Pretesti 2002-2008. Tutti i testi di questo blog sono rilasciati sotto Creative Commons License
Registrazione Tribunale Civile di Roma n. 398 del 12/07/2002
This page is powered by Blogger. Isn't yours?