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:: 15.10.03 ::

La troppa tv fa male?

Rispondo da sola al titolo di questo post: troppa tv fa decisamente male.
Dopo il mio ultimo pezzo che elogiava l'ozio e la disconnessione (profetico, direi...), per lavoro mi sono immersa nella visione della tv.

Strisce daytime, serali infrasettimanali, e poi gli appuntamento del sabato sera e gli immancabili abnormi - dal punto di vista della lunghezza, ma non solo - contenitori della domenica pomeriggio. Insomma, per circa un mese mi sono nutrita dello stesso menu' televisivo di uno spettatore medio, quello spettatore di cui tutti vanno in caccia e di cui l'Auditel tiene le tracce.

Lo confesso: dopo un mese, per quanto la mia abitudine alla visione della tv sia consolidata da anni di professione, il mio cervello si e' ridotto alla dimensione di una nocciolina. Che io rida alle battute di Bonolis - tanto per fare un nome tra i tanti - e' in fondo una conseguenza della mia professionalita': non devo esprimere i miei gusti televisivi, ma capire quanto cio' che viene proposto dalla scatola tv incontra i gusti del proprio target di riferimento. Quindi, mi immedesimo nel target di Bonolis, e rido (lo so, e' un primo sintomo di personalita' dissociata, forse anche di schizofrenia).

Pero' non e' altrettanto normale che, dopo una giornata di tv, io non abbia voglia di fare piu' niente: non leggere, non scrivere (ad esempio su questo blog), non andare in giro, non incontrare amici, non andare neppure su internet. Mi veniva, un po' compulsivamente, da continuare a guardare la tv. Altro che droghe leggere che danno assuefazione, altro che fumo che uccide: ogni volta che si accende la tv, dovrebbe comparire un cartello con una scritta allarmante almeno quanto quelle che ora appaiono su tutti i pacchetti di sigarette, del genere "La tv uccide la tua mente. E avvelena anche chi ti sta intorno, perche' non ti fa piu' comunicare".

Quando, in un soprassalto di lucidita', me ne sono accorta, sono corsa al cinema a vedere "Dreamers": che piu' che un film sul '68 e' un film sulle passioni assolute, nello specifico quella del cinema. Cinema che, contrariamente alla tv, fa pensare. Vedendo Dreamers, ho recuperato pezzetti di miei ricordi, sensazioni, desideri: in due ore, tutto cio' che un mese di tv aveva seppellito con tonnellate di applausi a comando, risate, facce contrite di circostanza, "adesso mandiamo il collegamento" eccetera eccetera.

Insomma, spegniamo la tv. Almeno un giorno a settimana. Una settimana al mese. Una dieta antitossica per la mente, e per la nostra sensibilita'. L'utopia: non accenderla piu' del tutto. Con buona pace della lotta per lo share. Sai che gusto, tutti in Rai e a Mediaset alla mattina alle 10 a guardare percentuali desolatamente azzerate?! :-)

:: chiara 10/15/2003 03:34:00 PM :: permalink
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Nasce una mailing list italiana per architetti. Dell'informazione

E' stata messa una nuova pietra sulla strada per il riconoscimento della professione di architetti dell'informazione. Il sito informationarchitecture.it ha infatti lanciato una lista di discussione per sostenere lo scambio di esperienze tra coloro che fanno questo mestiere e magari anche per provare a portare avanti progetti comuni, come recita il manifesto.
La lista é attiva dal 12 settembre e ovviamente iscrivendosi si possono consultare gli archivi per ritrovare traccia di tutte le discussioni avviate.
Tra i partner dell'iniziativa compaiono Bazzmann.com e Trovabile.org di Luca Rosati, altre miniere di informazioni e spunti per la professione.
Iscriviti alla lista

:: sandra 10/15/2003 10:00:00 AM :: permalink
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:: 14.10.03 ::
Vignette mi paga il weekend

L'organizzazione di eventi a beneficio della clientela, specialmente quella che potrebbe investire grosse somme, è una costante del mondo imprenditoriale. Si spendono molti soldi per eventi che facciano impressione, ed è un po' come spendere soldi in pubblicità: nessuno se ne scandalizza, anche se comunque è chiaro a tutti che il conto alla fine arriverà all'utente. Ma ci sono eventi che passano il segno. Cosi' esagerati da essere villani. Ho partecipato qualche settimana fa ad un seminario (non commerciale specificava la brochure, ma di approfondimento) organizzato in partnership tra Bocconi e Vignette. Ora ricevo un invito "all'unico ed esclusivo congresso rivolto a tutti i nostri clienti italiani e spagnoli", a Coruña in Spagna. "Questo invito è personale ed include le spese relative al soggiorno di 2 notti al Hotel Meliá Maria Pita, pranzi e cene e la partecipazione al torneo di golf". Ecco, il golf mi incuriosisce. Avranno fatto uno studio sull'imitazione sociale in questo tipo di sport... Dopo aver sperperato il tuo capitale in belle macchine e orologi per non essere da meno degli altri giocatori, perché non imitare anche il loro ultimo costoso giocattolo per la gestione dei contenuti?

:: sandra 10/14/2003 09:56:00 AM :: permalink
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