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:: 14.5.03 ::

Tv di quartiere, Tv comunitarie e accesso pubblico ai media alla Fiera del Libro

Domenica 18 si ritrovano insieme segretariato sociale della rai, telestreettari, forum di cittadini e mediattivisti per discutere dei problemi dell'accesso ai mezzi di comunicazione


Appuntamento alle 15 allo stand della Provincia di Torino per un incontro che si preannuncia interessante. Intorno al tavolo alla Fiera del Libro alcuni soggetti eterogenei, impegnati da diversi fronti sullo stesso tema: quello dell'accesso ai media. Tv di quartiere, tv di strada, piccole tv satellitari, web tv e web radio sono le nuove esperienze di comunicazione dal basso che segnano l'esigenza diffusa sul territorio di costruire nuovi spazi di comunicazione. Canali TV ad accesso publico e community tv sono esperienze diffuse da diversi anni in alcuni paesi europei e in Nord America. Il servizio pubblico televisivo italiano, dal canto suo, è sempre stato impegnato sui temi dell'accesso con apposite rubriche, che però mostrano evidentemente i propri limiti. I dieci minuti di programmi dell'accesso in onda su Raiuno ogni mattina non possono infatti rendere giustizia a quell'universo composito di associazioni, realtà giovanili e gruppi di aggregazione informale che trovano sempre meno spazio di rappresentazione nel sistema tradizionale dei media e che non esprimono soltanto il bisogno di trasmettere i propri contenuti ma anche quello di sperimentare i propri linguaggi.

Il tema dell'incontro di domenica 18 a Torino è quale ruolo possano assumere oggi gli enti pubblici, all'interno del nuovo scenario dei media, per favorire la crescita di nuovi spazi comunicativi e per l'affermazione di una cultura dei diritti alla comunicazione. Tra gli oratori all'incontro vari rappresentanti del Progetto Videocommunity di Torino, Enzo Cucco del segretariato sociale della RAI, Matteo Pasquinelli di rekombinant, Vito Di Marco del Progetto Urban TV di Bologna, diversi promotori di varie Telestreet tra cui Orfeo TV, NoMade TVe Altra TV, gli esponenti di Global Tv e lo studioso Gian Paolo Caprettini del Dams.

:: sandra 5/14/2003 06:28:00 PM :: permalink
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:: 13.5.03 ::
Le belle bandiere. Dalla pace ai diritti, la comunicazione di balcone in balcone

Un'iniziativa di LA.BO per reclamare contro il silenzio dei media sui 2 referendum del 15 giugno e far sapere ai vicini il proprio si

Quello che dice la TV non ti soddisfa? Le domande esistenziali a cui rispondono i settimanali non sono le tue? Oggi i metodi per riappropriarsi del sistema dell'informazione e contrapporre il proprio ordine di argomenti alla fatua scaletta dei TG sono molteplici, dal blog personale alla Tv di strada. L'importante è non farsi scoraggiare dalla ristrettezza del potenziale pubblico, ed esprimere comunque le proprie idee.

Per chi non ha il tempo o le energie per articolare un discorso complesso, esiste un sistema ancora più immediato: esporre sul balcone una bandiera che esprima la propria posizione su una tematica che per noi è importante.
E' nato così il movimento delle bandiere della pace. Migliaia di bandiere sono comparse per le vie di tutta Italia, e sono rimaste a sventolare anche dopo l'inizio della guerra degli USA all'Iraq e dopo la sua fine, dimostrando che l'esibizione di una bandiera è per chi la espone qualcosa di radicato nelle proprie convinzioni politiche, e certo non l'adesione istintiva ad una campagna estemporanea. E' una presa di posizione sulle tematiche di libertà e di cittadinanza su cui l'informazione massificata spesso tace, con la presunzione che al grande pubblico certi temi troppo impegnati non possano interessare.

Tra i temi di grande rilevanza per molti cittadini ma totalmente ignorati dai grandi mezzi di comunicazione ci sono senz'altro anche i due referendum del 15 giugno: quello per l'estensione delle tutele dei lavoratori contro il licenziamento ingiustificato anche alle piccole imprese (l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori del 1970), e quello per l'abolizione delle servitù sugli elettrodotti. Una consultazione voluta da oltre 700.000 cittadini che hanno firmato per richiedere i referendum, su cui moltissime associazioni di cittadini si sono schierate, ma assolutamente ignorata dai media e dalla grande maggioranza del potere politico.

L'iniziativa di LA.BO invita a mettere sul balcone, a fianco della bandiera della pace, la bandiera dei diritti. Un pezzo di stoffa con scritto il proprio si a due battaglie di democrazia e di cittadinanza.
Come dicono nel manifesto dell'iniziativa, "in una democrazia ove un sondaggio o un auditel contano più della vita reale di un cittadino, abbiamo imparato che una bandiera dal balcone insieme ad altre milioni, ristabiliscono le giuste proporzioni tra vita reale e vita immaginata dai media".

:: sandra 5/13/2003 12:48:00 PM :: permalink
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