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:: 8.5.03 ::

Webb.it, da domani a Padova con un occhio privilegiato a contenuti e architetture

Inizia domani, 9 maggio, e prosegue fino a domenica 11 l'edizione padovana di Webbit, la fiera dedicata al mondo web che sembra aver soppiantato, nelle agende di molti professionisti, la partecipazione ad eventi più "storici" come Smau. Nota per la presenza di molti giovani, meno giovani e giovanissimi che si accampano per tutta la durata della fiera in appositi spazi, attacandosi con i portatili alle prese di rete per partecipare così a giochi e contest, Webbit attrae anche aziende e professionisti proprio grazie al clima di familiarità che si respira all'interno della fiera.
Arrivata alla sua terza edizione, quest'anno Webbit si terrà anche a Napoli, in versione ridotta, il 29 e 30 maggio. Se il merito di Webbit è quello di concentrare sempre l'attenzione sui temi veramente "caldi" del momento, allora bisogna registrare che finalmente quest'anno è diventato essenziale occuparsi di architetture web e di esperienza dell'utente. Tra i numerosi seminari e workshop che si terranno in questi tre giorni, infatti, risaltano i molteplici appuntamenti dedicati all'accessibilità e alla progettazione di architetture dell'informazione efficaci.
Ma qualcosa è peggiorato rispetto all'edizione dello scorso anno: niente più vitto compreso nel prezzo di ingresso per i saccopelisti che rimangono lì a dormire e niente più piscina. La piscina, fanno sapere ridendo gli organizzatori, è stata rilevata da SMAU per due milioni di dollari per realizzare "SmauFish®: l'evoluzione della Rete" (da pesca?).

:: sandra 5/08/2003 06:04:00 PM :: permalink
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:: 5.5.03 ::
La guerra dei segni: il warchalking
Un alfabeto per sfruttare dalla strada le reti wireless di privati e aziende (con o senza autorizzazione)


Se ne è iniziato a parlare nello scorso autunno. Grazie alla diffusione della tecnologia delle reti wireless nei paesi anglosassoni, è nata una nuova pratica comunitaria presto ribattezzata come "guerra dei gessetti": in inglese warchalking. A quanto pare il fenomeno è nato quando un gruppo di studenti di Londra, organizzando una "wireless internet performance", ha avuto l'idea di marcare i luoghi della città dove era possibile collegarsi - di "straforo" - alla rete wireless di qualche privato o qualche azienda. Un modo per navigare in rete dalla strada, grazie ai server collocati negli uffici o nelle case delle immediate vicinanze. Da notare che i warchalkers (che hanno bisogno di una minima attrezzatura hardware e di una certa competenza di rete) danno ben poco fastidio ai titolari del server. Tant'è vero che in alcuni casi sono proprio i possessori di una rete wireless a segnalare i luoghi pubblici raggiunti dalla propria rete, per mettere a disposizione dei passanti il proprio accesso a Internet.
L'inventore riconosciuto del warchalking è Matt Jones, un esperto di tecnologie web che collabora con la BBC, e che ha aperto il primo blog sull'argomento (ora all'indirizzo www.warchalking.org). Il dibattito sulla legalità di questa pratica è ancora aperto, anche se Matt Jones - naturalmente - sostiene che difficilmente la si potrebbe definire illegale in un tribunale. Quanto alla sua moralità, molti sostengono che si tratta semplicemente di una condivisione altruistica delle risorse disponibili e in quanto tale vada incentivata.
Con la diffusione delle reti wireless il warchalking potrebbe sostituire la connessione mobile via GPRS, ancora costosa e poco pratica. Chi sa che qualche azienda di telefonia non pensi, per accelerare la vendita dei propri terminali, di installare, oltre alle antenne GSM, anche reti wireless per il warchalking...
Ma torniamo ai gessetti: da cosa nasce il nome? Dalla pratica di contrassegnare, appunto con il gesso, il luogo raggiunto da una rete wireless. I "cavalieri della rete" hanno elaborato un alfabeto di simboli per comunicare le caratteristiche della rete wireless presente nel luogo contrassegnato. L'alfabeto si chiama hobo ed è ora anche un font per pc e mac (vedi per esempio il sito www.techm.com/font2.html).

Come segnalare la vostra rete wireless ai warchalkers o riconoscerne una segnata sulla strada: guida ai segni hobo (tratto da Panorama)

Esiste una rete wireless chiusa entro 50 m da questo simbolo. Per accedervi è necessario decriptarla.


Esiste una rete Wireless aperta entro 50 m da questo simbolo. Per accedervi basta inserire il nome di solito indicato sopra il simbolo.


Esiste una rete wireless criptata entro 50 m da questo simbolo. Vi si può accedere utilizzando il protocollo di crittografia WEP.


Entro 50 mt esiste una rete Wireless di tipo 802.11b aperta alla quale si può accedere a 1.5 mbps e il suo identificativo è APPLE.


Entro 50 mt metri esiste una rete wireless di tipo 802.11a aperta alla quale si può accedere a 100.0 mbps e il suo identificativo è BLUE.




:: sandra 5/05/2003 03:30:00 PM :: permalink
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