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:: 2.5.03 ::

Un racconto italiano "open source": gli autori lo mettono in rete e aspettano i contributi dei lettori

Il gruppo di scrittori bolognesi che si firma Wu Ming, autore tra l'altro dei romanzi Q e 54 pubblicati da Einaudi, lancia una nuova iniziativa. Da tempo il gruppo Wu Ming (che in cinese significa nessun nome) si batte per l'abbattimento della logica del copyright e per il superamento dell'estetica dell'autore solitario. L'assunzione di un nome collettivo (il primo romanzo, Q, è stato firmato con il nome Luther Blisset) va proprio in questa direzione. Seguendo l'assunto teorico che la creazione e' sempre un'opera collettiva e che il genio individuale non esiste, Wu Ming cerca ora di dimostrarlo praticamente con un esempio concreto.
Lancia così un racconto "open source". Il termine definisce di solito il software di cui sono disponibili i codici sorgenti, che quindi si avvalgono dei contributi della collettività di utenti per migliorare.
Nel caso della letteratura, il codice sorgente è disponibile per definizione: la stessa lingua che si usa per leggere il testo permette di modificarlo. Ma si fatto raramente l'intervento del lettore può portare al rilascio di nuove versioni del testo. Nonostante molti teorici della letteratura sostengano che un testo può dirsi completo solo grazie all'intervento creativo del lettore, e anche se la pratica della videoscrittura con il computer renderebbe più praticabile uno scambio effettivo tra lettore e scrittore, di fatto la letteratura open source non è mai stata una realtà.

Oggi Wu Ming mette in rete sul suo sito (www.wumingfoundation.com) la prima versione di un racconto che nasce già, come tutte le sue opere, come prodotto collettivo; entro l'estate ne uscirà una nuova versione che terrà conto dei suggerimenti e delle varianti proposte dai lettori.
"La ballata del Corazza", nella sua versione estiva (che non è detto sia quella "definitiva"), sarà poi letto in una performance letterario-musicale realizzata per l'Istituto Trentino
di Cultura, www.itc.it.

Chiunque lo desideri può scaricare il racconto - naturalmente, vista la sua filosofia, Wu Ming non impone copyright e restrizioni alla copia e alla diffusione del testo. L'indirizzo per inviare commenti, varianti, suggerimenti o riscritture è: opensource@wumingfoundation.com.
Allo stesso modo, chiunque potrà diffondere versione alternative del testo, purché rispetti le regole del copyleft (in sintesi, mantenga il testo privo da copyright), indichi in fondo al testo che si tratta di un testo copyleft e specifichi in qualche modo di che versione si tratta (identificandola con un numero, col nome, con uno pseudonimo).

:: sandra 5/02/2003 09:11:00 PM :: permalink
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:: 29.4.03 ::
Ancora dieci regole per scrivere sul web
Write simply. Go to the point. Then stop.

Da Gerry Mc Govern questa settimana è scaturito l'ennesimo decalogo di buona condotta per il Web. Dopo anni di comandamenti, era un po' di tempo che non ce ne capitava uno tra le mani. Questo decalogo è dedicato in particolare alle tecniche per la scrittura per il web - che segue regole diverse dalla scrittura per la carta stampata, così come fa la lettura: rapida, orientata al risultato, lascia ancora meno spazio alle digressioni e alle chiacchere. La premessa è nota, ma può sempre essere utile dare un'occhiata ad una nuova sintesi. Ecco qui dunque le nuove dieci regole auree secondo New Thinking, la newsletter di Gerry McGovern.

1. Conosci il tuo lettore
2. Adotta un approccio editoriale
3. Mantieni il tuo contenuto breve e semplice
4. Scrivi contenuti orientati all'azione
5. Contestualizza i contenuti
6. Scrivi pensando a ciò che la gente cerca
7. Scrivi buone intestazioni
8. Scrivi ottimi riassunti
9. Scrivi metadati eccezionali
10. Edita, edita, edita.

Niente di nuovo. Ma il modo in cui Mc Govern espone i suoi consigli è sempre divertente ed efficace. Riportiamo anche alcuni dei suoi consigli quantitativi per le varie parti del discorso sul web:
- Intestazioni: 8 parole o anche meno
- Frasi: 15-20 parole
- Paragrafi: 40-70 parole
- Documenti: 500 parole o anche meno.

Se per gli anglofoni non è sempre facile seguire queste norme, figuriamoci per gli italiani, storicamente più prolissi, per carattere e per struttura della lingua. Per noi è ancora più importante tenere a mente l'imperativo di New Thinking: Write simply. Go to the point. Then stop.



:: sandra 4/29/2003 12:13:00 AM :: permalink
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